Quando Cartier ripensa il suo iconico bracciale Love con un tocco vintage e Van Cleef & Arpels ridisegna i boccioli floreali a forma di nastro degli anni ’30, è chiaro che la tendenza si è invertita. Oggi i grandi nomi dell’alta gioielleria e dell’orologeria svizzera sembrano aver salito collettivamente una «macchina del tempo». Invece di concentrarsi su narrazioni futuristiche, stanno correndo verso il passato, sfruttando i «classici vintage» come nuovo richiamo per i consumatori della Generazione Z: non una semplice ondata di nostalgia, ma una riorientamento strategico e collettivo per adattarsi ai mutamenti del mercato.
Il settore del lusso assiste a una rinascita vintage su larga scala
Allontanandosi dall’atmosfera moderna e neutrale per genere che contraddistingue la collezione Love, Cartier ha recentemente lanciato la collezione Love Unlimited. Il bracciale rigido con viti viene trasformato in una morbida fascia d’oro composta da 200 componenti di precisione, che si apre e si chiude senza l’uso di un cacciavite, consentendo un sovrapposizione libera e versatile. Questa reinterpretazione del classico introduce il concetto di «amore flessibile». Oltre a essere stata resa popolare da celebrità come Taylor Swift e Jisoo, la linea Love, con il suo design intramontabile, è ampiamente considerata la risposta precisa di Cartier all’estetica vintage: evolvendosi dalla controcultura hippie newyorkese degli anni ’60 alle delicate catene d’oro del 2025, l’espressione dell’amore è passata dal concetto di «bloccare» a quello di «scorrere liberamente».
Van Cleef & Arpels ha scelto di bussare alla porta del vintage con la sua collezione di fiore. Ispirandosi alle brochette Silhouette degli anni '30, i nuovi pezzi usano oro giallo e diamanti per delineare bocche di fiori scavate avvolte come nastri. Tra questi, l'anello presenta un disegno di "rami intrecciati" che riecheggia il romantico classico. Realizzata con la fusione di cera perduta e ornata di diamanti, la collezione ricrea l'elegante fascino dell'era Art Deco attraverso i suoi delicati petali.
Nel frattempo, Bulgari ha presentato rari gioielli vintage degli anni '60 e '70 alla sua mostra "The Art of Bloom" a Tokyo. Buccellati, acquisito da Richemont Group nel 2019, è diventato una "supernova" nel mondo della gioielleria grazie alla sua maestria di scollatura in oro dell'era rinascimentale ereditata dal 1919. Anche Louis Vuitton, una stella emergente nel settore dei gioielli di lusso, ha incorporato elementi Art Deco nelle sue nuove collezioni, cercando di tenere il passo con la tendenza vintage.
Le marche di orologi svizzeri fanno un perno sincrono
Mentre l'entusiasmo per gli orologi sportivi si attenua, i marchi svizzeri di orologeria hanno compiuto una rapida inversione di tendenza. All'inizio di quest'anno, Piaget ha lanciato la nuova collezione «Limelight Gala» alla Fiera dell'Orologio di Ginevra, ispirata direttamente ai classici design degli anni Sessanta. Successivamente, la collezione «Extremely Piaget» di alta gioielleria e orologi, presentata a Barcellona, è stata salutata dal settore come un «banchetto di riedizioni classiche», in risposta all'entusiastica ricerca da parte del mercato dei modelli vintage Piaget.
Audemars Piguet ha gettato le basi con largo anticipo: la sua collezione Code 11.59, lanciata diversi anni fa, presenta un design della cassa arrotondato e retrò che contrasta nettamente con lo stile robusto dell’iconica Royal Oak. Il passo compiuto da Rolex è ancora più iconico: la nuova collezione 1908 riprende il testimone degli orologi da polso classici da cerimonia. Il bracciale a sette file trae ispirazione da cinturini ispirati alla gioielleria presenti negli orologi antichi, con ogni maglia accuratamente lucidata per mettere in risalto la lucentezza e la texture dei metalli preziosi, completando perfettamente l’estetica retrò dell’orologio.
Dietro la "trasformazione morbida" di Love Unlimited di Cartier si nasconde un’evoluzione tecnologica: ogni bracciale è assemblato partendo da 200 microcomponenti, con incisioni verticali intrecciate a motivi a vite. Si preservano così i simboli classici, mentre la possibilità di staccare le fibbie incarna il significato di "amore illimitato".
La collezione Flowerlace di Van Cleef & Arpels, d’altra parte, si basa sulla fusione a cera persa e sulla montatura manuale per creare una vitalità asimmetrica tra i petali, come se una brezza soffiasse attraverso i cuori dei fiori.
Entrambe riproducono l’estetica di epoche passate grazie alla tecnologia, abbassando al contempo la soglia di accesso mediante logiche contemporanee di indossabilità: Cartier ha introdotto un sistema di chiusura senza viti, mentre Van Cleef & Arpels ha aggiunto stili adatti all’uso quotidiano, come anelli e spille pendenti, rendendo il vintage finalmente accessibile.
Perché questo ritorno collettivo al passato?
Un cambiamento nella mentalità dei consumatori ne costituisce il motore principale. Poiché il sentimento sociale tende alla moderazione e al pragmatismo, anche il concetto di «lusso discreto» e la visione orientata al lungo termine promosse da Brunello Cucinelli e Loro Piana hanno registrato una corrispondente crescita. Nel frattempo, anche il settore culturale sta vivendo un’onda parallela di nostalgia: dalla riscoperta dell’estetica Y2K al reunion di Friends fino alla scarsità di biglietti per i tour di cantanti veterani, il desiderio collettivo di «classici» continua a intensificarsi.
La moda è sempre stata uno specchio dei tempi. Quando il futuro è pieno di incertezze, cercare un consenso estetico e una certezza di valore nelle epoche d’oro del passato è diventato il terreno comune più ampio tra marchi e consumatori. I design vintage non solo trasmettono un valore emotivo, ma riducono in misura significativa i rischi decisionali dei consumatori grazie al loro classicismo collaudato nel tempo.
Questo «macchina del tempo» può guidare i marchi verso un nuovo futuro?
Per i gioielli e gli orologi di alta gamma—prodotti con prezzi estremamente elevati e cicli decisionali lunghi—uno spostamento stilistico così unanime è raro. Dietro di esso vi è la risposta proattiva dei marchi alle attuali esigenze di mercato: anziché correre il rischio di creare nuove tendenze sconosciute, è più saggio riattivare i tesori conservati negli archivi aziendali e utilizzare la «bellezza collaudata» per mantenere connessioni emotive con la clientela premium.
Questo "viaggio nel tempo" collettivo è sia un ciclo estetico sia una strategia commerciale accuratamente studiata. In un mercato in continua evoluzione, sfruttare la "temporalità" come punto di forza commerciale potrebbe essere la mossa imprenditoriale più intelligente della nostra epoca. 